
Proprio così: quando circa un anno fa si scatenò la bagarre sull'1-quater dicemmo, inascoltati purtroppo, che il mettere mano con quelle modalità ad un problema, certamente reale e grave, quale quello dell'abusivismo nel trasporto pubblico non di linea, avrebbe aperto le porte a conseguenze ben più gravi.
Sulla necessità di aggiornare una normativa, la legge 21 del 92 appunto, alle mutate esigenze di mobilità e alle mutate competenze che nel tempo sono cambiate, alla stessa tecnologia che negli
ultimi vent'anni ha fatto passi da gigante, tenendo comunque sempre fermi i principi della legalità e del rispetto delle regole, non molti, per la verità, si erano dichiarati, percorso però da intraprendere con atti concertati, condivisi da tutti i soggetti istituzionali interessati, nonché dalle stesse categorie dei tassisti e dei noleggiatori ovviamente.
Prevalse un'altra strada, prevalse la logica del blitz con contorno di motivazioni che con gli interessi delle imprese hanno poco a che fare.
Il risultato è stato il "tutti contro tutti" e quando la confusione è grande, chi ha le idee chiare riesce a
fare passare i propri progetti, con conseguenze negative per tutto il comparto dei servizi pubblici non di linea.
La Cna-Fita si è impegnata in questi ultimi mesi a ricercare un giusto equilibrio fra le diverse esigenze e i diversi interessi economici di queste due categorie di operatori, attraverso la definizione di una cornice che comunque avesse alcuni punti di riferimento certi:
- mantenimento del concetto di territorialità, la cui definizione comunque va demandata e gestita dalle competenze istituzionali previste;
- gestione oculata e ferma, attraverso il meccanismo del contingentamento, del rilascio delle licenze e delle autorizzazioni in base alla effettiva necessità;
- comunque un secco rifiuto a qualsiasi processo di liberalizzazione del servizio.
Rimaniamo convinti che lavorando attorno a questi tre principi ci sia la possibilità di conciliare gli interessi dei tassisti e dei noleggiatori che vogliono operare nella legalità e nella correttezza.
Su altri punti che oggi vedono ancora divisi taxi e ncc riteniamo che nel lavoro previsto dalla fase 2 del protocollo ci siano tutte le condizioni per ritrovare una soluzione condivisa.
La nostra posizione è stata a volta scambiata per incertezza, per non chiarezza, per il solo fatto di non voler scegliere tra taxi e ncc, quasi che fosse la scelta fra il bene e il male.
Alla luce di quanto sta capitando possiamo ben dire: avevamo ragione !
La proposta fatta dal Ministero, immediatamente dopo la firma del protocollo cornice, è un pugno nello stomaco a quanti, in tutti questi mesi si sono adoperati per ricercare una soluzione equilibrata e condivisa del principio di territorialità.
E' una liberalizzazione mascherata di fatto, che concede a quanti possono dotarsi di un contratto,
quindi a tutti, di fare qualsiasi tipo di servizio in qualsiasi parte del Paese.
In altri settori abbiamo visto che la liberalizzazione ha significato solo precarizzazione ed è questo che sia gli ncc che i tassisti non vogliono.
Ma chi ha interesse a una simile disarticolazione del servizio se non i cosiddetti poteri forti ?
Aeroporti, Grandi Stazioni, Ferrovie dello Stato, importanti Tour Operator e altri che lavorano più o meno nell'ombra che con un semplicissimo meccanismo, il contratto appunto, possono "spostare" macchine dal Trentino alla Sicilia, in barba a qualsiasi tipo di territorialità.
La Cna-Fita non può essere d'accordo con una simile proposta e all'interno del tavolo tecnico cercherà di riproporre la propria posizione dalla quale, proprio alla luce di questa ultima proposta del Ministero, non intende assolutamente derogare.