Sabato 04 Febbraio 2012
  1. Mappa del sito
  2. Stampa

A questo proposito vogliamo ricordare che la produttività preventivata, tutta da dimostrare nei fatti, è e rimane inconciliabile con quelle che sono le norme del CdS e della normativa europea  dei tempi di guida e riposo,normativa resa ancora più severa dopo l'ultima decisione degli Organismi europei in materia di orario di lavoro (non di guida) che fissa tale limite in 48 ore settimanali.
E va proprio in questa direzione la decisione di coinvolgere le Istituzioni preposte nell'opera di controllo nei confronti delle imprese, che devono sapere, semmai accettino di sottoscrivere un contratto, di operare non in linea con le regole in materia di sicurezza stradale e sociale.
Quanto poi al fatto che, come scrive il Direttore Montanari, alcune Associazioni dell'autotrasporto si sono allontanate dal tavolo, vogliamo solo precisare che:
-        non sono alcune ma sono la stragrande maggioranza e il termine alcune semmai può e deve essere riferito a quelle Organizzazioni del movimento cooperativo (guarda caso...), quelle si, che si sono prestate a questa squallida operazione di divisione del fronte dei vettori.
-        Un eventuale accordo sottoscritto da questa minoranza non avrebbe alcun valore giuridico  e quindi non esimerebbe la parte industriale da quelle che sono le responsabilità in materia contrattuale e di filiera e inoltre tutto ciò avrà conseguenze pesantissime sul fronte più generale dell'auspicabile avvio dei rinnovi degli accordi di settore a seguito del recente accordo con il Governo. Sarebbe inoltre gravissima la notizia, semmai fosse confermata, del tentativo di spacciare per accordi o presunti tali, fantomatici documenti, fatti con il "copiaincolla" di altri accordi invece regolarmente firmati con altri gruppi saccariferi, inducendo le imprese di autotrasporto a sottoscrivere gli stessi.
-        Quanto al richiamo continuo agli interessi di filiera ricordiamo che in  nome di questo principio l'autotrasporto ha lasciato negli ultimi anni ingenti quantitativi di risorse in favore di quelle parti di filiera che, in un modo o nell'altro, hanno ricevuto e continuano comunque a ricevere quantitativi di risorse nazionali e comunitarie ingentissime, risorse che comunque non sono mai state destinate a quella parte di filiera rappresentata dall'autotrasporto; ma dove'era il Dott.Montanari quando in nome sempre degli interessi di filiera l'autotrasporto manifestava assieme ai produttori, alla parte industriale e ai contoterzisti,salvo poi essere escluso da qualsiasi contributo ??
Quindi per favore serietà e coerenza: non si può pretendere di fare pagare ancora all'autotrasporto i soliti "interessi di filiera", cercando di scaricare su di esso i costi degli investimenti effettuati guardandosi poi bene dal condividere con lo stesso la valanga di contributi di cui il settore (produttori, industriadi trasformazione e contoterzisti) negli ultimi anni hanno goduto e che hanno permesso a loro, e solo a loro, di "fare reddito".
L'atteggiamento assunto dalla stragrande maggioranza delle Associazioni dell'autotrasporto èstato quindi dettato dai comportamenti scorretti del Gruppo Coprob e ItaliaZuccheri: la disponibilità dichiarata, che rimane certamente un fatto positivo, deve però essere confortata anche da atti che ristabiliscano corrette relazioni e soprattutto che vadano incontro alle giuste aspettative delle aziende di autotrasporto.
 
 
ANITA
CNA/FITA
CONFARTIGIANATO Trasporti
FAI
FIAP
SNA CASARTIGIANI
UNITAI
 
Roma, 10 agosto 2010.